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Persone con disabilità
IL COMITATO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI
L’Italia ha ratificato anche il meno conosciuto Trattato internazionale della Carta Sociale Europea che riconosce e garantisce i diritti sociali ed economici. Essa prevede un peculiare meccanismo di tutela, che garantisce il rispetto da parte degli Stati membri delle sue disposizioni, articolato su un doppio binario: da un lato il sistema dei rapporti nazionali dall’altro quello dei reclami collettivi.
I RECLAMI COLLETTIVI
La procedura dei reclami collettivi è stata introdotta in conformità ad un protocollo addizionale alla Carta allo scopo di migliorare l’effettività dei diritti in essa garantiti. Il Protocollo addizionale che prevede il sistema di reclami collettivi – STE n. 158 – è stato aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa il 9 Novembre 1995 ed è entrato in vigore il 1° luglio 1998. Lo scopo perseguito con l’introduzione di tale sistema era di aumentare l’efficacia, la celerità e l’impatto delle attività di controllo per l’attuazione della Carta.
La procedura dei reclami collettivi ha rafforzato il ruolo delle parti sociali e delle organizzazioni non governative, permettendo loro di rivolgersi direttamente al Comitato Europeo dei Diritti Sociali per verificare le possibili violazioni della Carta nei Paesi coinvolti, in particolare negli Stati che hanno accettato le condizioni previste dalla Carta e la sua procedura di reclamo.
I NOSTRI CONTRIBUTI
- D’Amico, The Decision of the European Committee of Social Rights on the conscientious objection in case of voluntary termination of pregnancy (Collective Complaint No. 87/2012), in M. D’Amico – G. Guiglia (a cura di), European Social Charter and the challenges of the XXI century. La Charte Sociale Européenne et les défis du XXIe siècle, Edizioni Scientifiche Italiane, 2014.
- D’Amico, Sui bandi di concorso per medici non obiettori: l’obiezione di coscienza è regola o eccezione in uno stato laico?, in Quaderni costituzionali, 2017, II, 350 ss.
- D’Amico, I diritti contesi. Problematiche attuali del costituzionalismo, FrancoAngeli, Milano, 2016.
- D’Amico, La legge n. 194 del 1978 fra adeguamenti scientifici, obiezione di coscienza e battaglie ideologiche, in BioLaw Journal, 2018, III, 91 ss.
- Liberali, Problematiche costituzionali nelle scelte procreative. Riflessioni intorno alla fecondazione medicalmente assistita e all’interruzione volontaria di gravidanza, Giuffrè, Milano, 2017.
- Liberali, Costituzione e interpretazione nella disciplina dell’interruzione volontaria di gravidanza fra progresso scientifico ed evoluzione della coscienza sociale, in BioLaw Journal, Special Issue, 2019, II, 437 ss.
- Liberali, “Per l’applicazione esclusiva della legge n. 194”: una clausola che viola il diritto di obiezione di coscienza o che attua gli obblighi organizzativi di ospedali e Regioni? (Osservazioni a margine di alcuni bandi di concorso a seguito delle decisioni del Comitato Europeo dei Diritti Sociali contro l’Italia), in Osservatorio costituzionale, 2017, I, 1 ss.
- D’Amico – G. Guiglia – B. Liberali (a cura di), La Carta Sociale Europea e la tutela dei diritti sociali, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2013.
IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI OMOSESSUALI
Con la sentenza n. 138 del 2010 la Corte costituzionale pur non accogliendo le questioni sollevate con cui si mirava a estendere la regolamentazione del matrimonio eterosessuale alle coppie omosessuali svolge considerazioni molto importanti per la tutela e la garanzia dei diritti di queste ultime.
Innanzitutto la Corte riconosce il diritto di vivere la propria condizione di coppia omosessuale, ritrovando il fondamento costituzionale della sottesa tutela nell’art. 2 Cost. Inoltre, pur ritenendo che l’art. 29 Cost. faccia esclusivo riferimento al matrimonio eterosessuale, indica al Parlamento l’opportunità di intervenire in materia predisponendo una disciplina che regolamenti i rapporti fra i componenti delle coppie omosessuali. Passaggio di grande rilievo è quello relativo alla prospettazione di eventuali e future decisioni di accoglimento da parte della Corte laddove dovessero essere sollevate questioni di legittimità costituzionale che pongano in rilievo situazioni di irragionevole discriminazione rispetto alle coppie eterosessuali.
Il legislatore solo nel 2016 è intervenuto con la legge n. 76 a disciplinare da un lato le unioni civili omosessuali e dall’altro lato anche le convivenze sia eterosessuali sia omosessuali.
Si prevede l’applicazione alle unioni della disciplina codicistica del matrimonio eterosessuale, con esclusione della disciplina delle adozioni.
I NOSTRI CONTRIBUTI
- D’Amico, Una decisione ambigua, in Notizie di Politeia. Rivista di etica e scelte pubbliche, n. 100, 2010, 85 ss.
- D’Amico, Audizione 14 gennaio 2015, presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia del Senato – Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze, in www.rivistaaic.it.
- D’Amico, L’approvazione del ddl Cirinnà fra riconoscimento dei diritti e scontro ideologico, in Federalismi, 9 marzo 2016.
- Liberali, Eterosessualità e funzione procreativa del matrimonio: un argomento superabile dalla Corte costituzionale, in R. Bin – G. Brunelli – A. Guazzarotti – A. Pugiotto – P. Veronesi (a cura di), La «società naturale» e i suoi “nemici”: sul paradigma eterosessuale del matrimonio, Giappichelli, Torino, 2010, 207 ss.
LA TUTELA DEI MINORI DI ETÀ
In diverse occasioni la Corte costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi in differenti settori del nostro ordinamento, adottando la specifica prospettiva della necessaria tutela del cd. preminente interesse del minore.
Al riguardo assume una specifica valenza la decisione n. 31 del 2012, cui hanno fatto seguito alle pronunce, con cui la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 569 c.p., nella parte in cui stabiliva che in caso di condanna del genitore per il delitto di alterazione di stato, di cui all’art. 567, secondo comma, c.p., consegua in via automatica la perdita della responsabilità genitoriale, impedendo al giudice ogni possibilità di valutazione dell’interesse del minore nel caso concreto.
I NOSTRI CONTRIBUTI
- Liberali, (Prima) il dovere e (poi) il diritto: alla ricerca degli ‘ossimori costituzionali’ nella cura dei figli, in Rivista del Gruppo di Pisa, 2018, III, 1 ss.